Esperimenti di parole (1)—“La margherita”.

 
 
 

Ogni segreto ha il destino di essere svelato: è nella sua natura.
Il silenzio di ciò che viene celato, col tempo, viene sempre colmato da rumori.

Anche questa volta era avvenuto l’inevitabile e la bellezza dell’inconfessato aveva ceduto il passo a brusii sempre più concitati e forti. Sino al momento in cui i Tre Invitti si erano ritrovati attorno al tavolo da tè per chiedersi a vicenda: era vero? Era possibile? Nessuno già avrebbe creduto a una cosa del genere, ma per giunta una simile stregoneria coinvolgeva proprio colui che li aveva guidati attraverso quel villaggio ormai scomparso, distrutto, senza permettere loro di cadere nell’agguato del Principe.

Il Signore di ogni Male si era innamorato di una margherita. Nessuno seppe spiegarsi l’accaduto, ma un giorno lo trovarono inginocchiato a venerare una corolla in fiore; nemmeno l’alba l’aveva riscosso e – non fosse stato per la forza bruta di uno di loro – sarebbe irrimediabilmente morto. Più di quanto già non fosse.
E adesso erano lì, a bere tè insapore e a considerare mestamente il loro futuro: come avrebbero nascosto quella follia?

Perché sì, si trattava proprio di una follia! Cosa avrebbero detto se lo avessero scoperto? Cosa avrebbero fatto? Già, cosa? No, non potevano permetterlo, dovevano impedirlo, ma quel tè insapore, privo di zucchero e qualsivoglia altro aroma, non bastava a schiarire le loro idee e rasserenare i loro nervi tesi.
Una margherita, il fiore a cui vengo affidate le speranze dei cuori e degli amori.

 


 

“La margherita” è un racconto breve eppure non è affatto piccolo – è grande, contiene mondi.
Quest’esperimento di scrittura è opera di più mani e di più autori (senza regole, se non un incipit da proseguire a piacimento); unisce la fantasia delle menti che fanno vivere lo scopo di OltreYume: promuovere l’interazione tramite le parole, non lasciate correre malamente ma fissate da inchiostro virtuale. Una reciprocità – creativa, vitale e positiva – che viene massimamente incoraggiata tramite il gioco di ruolo narrativo ambientato sull’isola di Yume. (Scopri di più!)
“La margherita” è un modo come un altro di dimostrare come l’immaginazione abbia solo bisogno di una piccola spinta e di qualcuno pronto a sorreggerla.
OltreYume è nata proprio per questo.

 

 
Galleria

—Yume.

 
 
 

Yume è un’isola d’invenzione, un luogo che è possibile raggiungere con un piccolo sforzo di fantasia (e, confessiamo la verità, facendo una capatina qui: oltreyume.it/gdr/!).
OltreYume, allora, rappresenta tutto ciò che c’è intorno, il progetto con cui s’intende promuovere la scrittura come chiave per liberare l’immaginazione.

 


 

logo_Yume

 

Si tratta di un gioco di ruolo (gdr) online play-by-chat (gioco tramite chat) che, attraverso l’utilizzo di chat, bacheche e missive, consente a dei personaggi (PG) di interagire tra loro, con l’ambiente descritto e con gli avvenimenti che si sviluppano nel tempo e con il gioco stesso.
Per giocare bisogna descrivere ciò che il proprio personaggio fa e le reazioni a quanto ascolta, vede e/o sente: ogni giocatore è in grado di inventare e interpretare il proprio personaggio mediante linee guida offerte del manuale di gioco – che è possibile consultare a seguito della registrazione a OltreYume – proprio come fosse la stesura continua di un racconto “a più mani”
.

Tutto questo permette di scrivere una vera e propria storia in continua evoluzione, con sfumature personali e apporti regalati da terzi. Colonne portanti di un gioco di ruolo sono l’interazione con altri personaggi e la propria fantasia, entrambe risorse fondamentali.

L’isola di Yume ha una tradizione orientale che non segue nessun dettame strettamente realistico né ha pretesa storica, non fosse per la patina medievale-fantasy. Allo stesso modo, incoraggia sia la riscoperta del passato dell’isola sia l’innovazione che se ne discosti.

Il gioco di ruolo ambientato a Yume è consigliato a tutti coloro che amano leggere, scrivere e immergersi nei labirinti infiniti della magia che scaturisce dalle parole. Chiunque può diventare protagonista di un mondo che non aspetta altro che essere creato una volta in più.