Digressione

Consigli d’inchiostro (11)—“Ogni tuo silenzio”.

 
 
 

C’è un’intimità senza tempo, in questo libro. Inesausta, testarda, quasi rarefatta; è come il paese in cui Emilia si rifugia, impegnandosi a costruire se stessa. Non sembra un caso, allora, che trovi lavoro da una fioraia e in una libreria: la natura e i libri come panacea a tutti i mali.
Emilia è un’anima gentile che ha qualcosa di rotto, profondamente leso. Aris è un artigiano e il fatto di aggiustare le cose, di creare da capo, ce l’ha per destino. Che succede, però, se anche colui che crea possiede qualcosa di così fragile da costringerlo al silenzio?

S’incontrano con semplicità: è ovvio che debbano trovarsi, proprio loro che comunicano oltre le parole. I loro silenzi coincidono. Sono due anime sole, strapazzate dagli eventi, eppure vengono dipinti in modo ben diverso dalla funerea disperazione di certi personaggi; li piaga una tristezza nostalgica, che li lascia innocenti.

È un amore senza idillio, con qualcosa di fiabesco nel candore con cui si lasciano reciprocamente spazio. E manca la bellezza forzosa di certe passioni: sono sgraziati e indispensabili l’uno all’altra.

“E tu ti ci dedicherai solo quando ci sarò anch’io, così potrò vederla nascere?” Non prende in giro il mio modo di parlare della scrivania come fosse una creatura viva. Non ride di me. Sorride dolcemente. Sono sicura che anche lui pensa alle cose che crea come fossero vive, in qualche modo. “Nascerà e crescerà solo mentre tu la guarderai” – risponde.

In Emilia è facile riconoscersi, perché veicola un sentimento comune: tagliare con il passato, issarsi con le proprie forze e andare avanti.
Aris è più sfuggente, è difficile stringerlo con saldezza in definizioni; è un artista, in fin dei conti. D’un genere diverso dal solito, senza egocentrismi né bisogno di attenzioni. È un falegname e si fa pagare a malapena quanto gli serva per vivere, in realtà si nutre di ben altro. Tanto magro d’apparire emaciato, si ciba di qualcosa che va al di là della materia, proprio lui che la lavora (e quale maggiore sintomo di rispetto?). E forse è questo lo sbaglio più grande che fa: tratta Emilia come una sostanza (che noi solitamente crediamo) inanimata, con lo stesso amore – e se ne priva.

Consigliato a chi non ha bisogno di trame adrenaliniche per interessarsi a un libro e sappia riconoscere la rarità di una sintonia così completa nella sua imperfezione.

 

ogni silenzio

Ogni tuo silenzio
Laura Mercuri
2014

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