Digressione

Consigli d’inchiostro (6)—“Le ho mai raccontato del vento del Nord”.

 
 

Sorprendente e familiare, Le ho mai raccontato del vento del Nord si adatta a descrizioni diverse: sfugge a tutte. Allo stesso modo, è quiescente e imprevedibile il legame tra Emmi Rothner e Leo Leike, impegnati in uno scambio epistolare iniziato per caso e proseguito con viva intenzione.
Sappiamo poco o niente di loro, almeno dapprincipio. Le prime mail arrancano tra rigidezze formali e ironia rocambolesca, ma presto si sciolgono in un’intimità pungente; quasi eccessiva, perché così capita alle relazioni nate dalle parole ma senza voce.
Lunghissime confessioni o monosillabi brutali: tutto, in gran segreto, tesse le ragioni del sentimento improbabile, equivoco e seducente che li unisce. Non è una storia d’amore; in verità si tratta di un viaggio – o di uno scivolone, forse – verso il fondo di se stessi, in un punto dove la prudenza non serve a lenire il dolore della caduta né a desiderare che avvenga più lentamente.

“Ha trasformato il mio monologo interiore in un dialogo. (…) Mette in discussione, insiste, parodia, entra in conflitto con me.”

Per chi ha pazienza, acuta sensibilità e una certa – buona – dose di umorismo.
E si è scoperto infantile, una volta ogni tanto.

 

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Le ho mai raccontato del vento del Nord
Daniel Glattauer
Feltrinelli, 2010

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