Consigli d’inchiostro (17)—“Il coltello”.

“Due facce separate da un coltello, una sola essenza: la lama. E quella lama, quel filo intangibile, non è cosa da aversi. Non si può far altro che tentare di recepirlo nei dolorosi tagli che sa infliggere.”

Il coltello non è solo l’essenza di uno dei personaggi del libro: diviene, in questo sorso di lettura, anche l’emozione richiamata sin dalle prime pagine.
È volere dell’autrice, Noemi Gastaldi, che ha fatto sì che il racconto corteggiasse il lettore con una sottile nube di mistero – la stessa che lascia la bocca vagamente asciutta. Non di insoddisfazione, però; vi è, nell’essenza stessa dell’irrisolto, la possibilità di viaggiare ben oltre la linea tracciata dal pensiero della scrittrice, poiché non pone limiti a quella che è la fantasia di colui che deciderà di imbattersi in una lettura tanto leggera quanto curiosa.

Il coltello – Noemi Gastaldi

Il coltello – Noemi Gastaldi

Quella di Noemi Gastaldi è una scrittura che non scoraggia né che si perde in dettagli: una via di mezzo che ben si sposa con il breve racconto proposto ne “Il Coltello” – e che sicuramente apprezzeranno coloro che cercano, nella lettura, qualcosa che scorra come un ruscello d’acqua fresca.
Non c’è alcun mare, alla fine, ma l’acqua non diviene affatto stagna: durante il percorso si avrà sicuramente apprezzato la possibilità di raggiungere un’empatia con i personaggi nonostante questi siano racchiusi in pochissime pagine, intrappolati in una brevità che non è affatto ostacolo di una piccola emozione.

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