Digressione

Consigli d’inchiostro (13) e domino letterario—“Cassandra”.

 
 
 

Cos’è il Domino Letterario? È un gioco, principalmente. E un’opportunità in più per spaziare con la fantasia. Clarissa, di Questione di Libri, ci ha parlato di quest’iniziativa nata tra le booktubers italiane e ci ha coinvolto in un’esperienza simile.
E ormai siamo alla seconda… edizione!
(Qui per il primo giro.)

Funziona così: stilata una lista delle partecipanti, la prima sceglie un libro e la seconda fa lo stesso ispirandosi alla precedente; in base a cosa? Copertina, autore, casa editrice… a suo gusto!

Le blogger e i blogger che partecipano sono:

Sara, Parliamo di Libri
Rosalba, di La Rapunzel dei Libri
Serena, di Libri che Porto con Me
Caterina, Lettere d’Inchiostro
Clarissa, di Questione di Libri
Virginia, Le Recensioni della Libraia
Simona, di Salotto dei libri
Luigi, di Everpop
Gemma, di OltreYume
Deb, di Leggendo Romance
Ale, di Leggere è un modo di volare senz’ali
Sara, di Ladra di libri

 

E noi – che seguiamo a Luigi che ha letto Reflections di Kasie West – abbiamo scelto Cassandra di Christa Wolf; perché? Per legame tematico e il rapporto che le protagoniste hanno con il… futuro.
Curiosi? Leggete di più:

 


“Allora fui costretta a chiedermi di qual sorta di resistente sostanza sono le corde della vita.”

Si scende fino alle viscere degli Inferi, sotto lo sguardo impietoso degli dèi e l’assenza di qualunque speranza. Perché Cassandra non è destinata a salvarsi, è la veggente che tutto sa e nulla può cambiare; vittima di eventi ineluttabili, ha il compito più infausto di tutti: lei sa, vede. Cogliere con lo sguardo così a fondo significa conoscere l’essenza di tutto, degli eventi e delle persone; non può ritrarsi e non esiste rimedio.

“Poiché c’è qualcosa di ognuno dentro di me, non sono mai stata completamente di nessuno, e sono arrivata a comprendere perfino l’odio che provavano per me.”

Chi conosce il mito, e le terribili conseguenze che la mitologia classica lascia pesare sulle spalle della veggente di Troia, la ricorda come sventurata e potentissima. Christa Wolf, con la sua scrittura immaginifica, riesce a tratteggiare la grandezza di una delle figure femminili più affascinanti di sempre. È colei che – pur di rimanere fedele a se stessa – si è sottratta alle attenzioni di un dio, perché nemmeno un onore del genere vale la perdita di un pezzetto d’anima.
Dignitosa e al contempo avulsa dal semplice orgoglio, Cassandra racchiude i due estremi della natura umana; è la lucidità affilatissima del raziocinio e la pazzia più abbietta, affatto raddolcita, che non lascia alcun nascondiglio.

Nuda ma non fragile, in questo libro la conosciamo appieno perché Wolf sceglie l’unico stile di scrittura che le renda onore: la narrazione è un lunghissimo monologo che si districa tra punteggiatura vaneggiante, periodi interrotti e rapidi spostamenti d’attenzione. Lì, tra le righe, c’è uno spaccato dell’anima di Cassandra, violentata da un mondo che non ha davvero posto per lei; rifiutata dalla sua gente, invisa dai nemici.

Va letto, anche solo per sprofondare nella sensazione soffocante di un mondo in rovina; è claustrofobico, straniante, doloroso. E così pulsante che – nonostante tutto – sa di vita.

 

cassandra

Cassandra
Christa Wolf
e/o
1997

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