Digressione

Consigli d’inchiostro (11)—“Cecità”.

 
 

Il mal bianco

Che cosa accadrebbe se da un momento all’altro il mondo smettesse di vedere? Se un uomo qualsiasi, alla guida di un’auto qualsiasi e in una città qualsiasi, divenisse il primissimo portatore di una cecità assoluta, bianca come il latte, capace di propagarsi nel giro di poche ore?
Che cosa accadrebbe se il «mal bianco» si estendesse agli oculisti, alle loro mogli, ai politici, ai parenti, ai bambini e ai vecchi orbi? Se impedisse loro il sonno, se avvicinasse i destini intrecciandoli amaramente fra loro?

José Saramago è qui che lo racconta, facendo leva sul potere delle parole per rimandare sensazioni che hanno tutt’altro a che fare con la vista: rumori, sapori, paure ed emozioni in una delle più paradossali situazioni che potrebbero mai colpire il genere umano.
Perché è questo il punto: cosa perderebbe il mondo? Cosa, invece, capirebbe di avere sempre avuto? E se una parte di lui vedesse ancora, cosa desidererebbe non vedere?

Perché poi, infondo, lo scrittore lo fa capire in poco più di trecento pagine: non ci vuole Cecità per raccontare tutto questo.
Nel mondo, in realtà, siamo tutti già ciechi.

 

Cecità

Cecità
José Saramago
Einaudi, 1996

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