Digressione

Consigli d’inchiostro (7)—“Il seme del male”.

 
 

Alla radice di ogni corruzione… cosa c’è?
Joanne Harris lo svela e lo nasconde tra pagine divise: uno e due, le voci narranti, s’inseguono e s’intrecciano nel riportare presente e passato. Emerge l’eterno ritorno di ciò che appare indissolubilmente legato agli istinti dell’uomo: il desiderio, il sollievo, il riscatto.

È un libro sulle pulsioni basilari, rivelate come meccanismo di tutto, al di là delle generazioni. Al di là della morte.

Non c’è magia rivelata né invasione del soprannaturale: Il seme del male insinua l’esistenza di qualcosa di più profondo, inumano, che mette in discussione le proporzioni del mondo, ma senza rovesciarlo. Una lenta fascinazione, invece, che irretisce ed è alla base di ogni potere.
Qual è la soluzione? Ritrarsi? Permettere che ogni cosa avvenga? In un gioco di vasi comunicanti, Il seme del male vaglia ogni alternativa e, forse, ne lascia solo una.

Joanne Harris, vent’anni dopo la prima pubblicazione, ripropone lo scritto della propria giovinezza, rivisitato da nuovi accorgimenti eppure ancora puro dell’atmosfera gotica pensata nel 1989. Contiene gli albori della delicatissima magia che ha permesso il successo mondiale del suo Chocolat, tale da guadagnare l’interesse del grande schermo, e la serie di scritture potenti e immaginifiche dei numerosi libri che ha pubblicato in seguito, d’uguale forza espressiva.

 

il seme del male Il seme del male
Joanne Harris
Garzanti, 2009

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